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Lavanderia self-service, origano e 21.08


di Nicola Petrucco 5^H

Eccomi giunto a questo momento tanto atteso quanto temuto. Ripensare a questi 5 intensi anni significa perdersi in un turbinio di volti, nomi, situazioni. Ricordo molto bene il mio primo giorno di scuola in questo liceo (avevo il terrore di essere già arrivato tardi); così come ricordo bene la prima riunione del Preludio con Anna Bizzarro, allora referente, e l’insostituibile fuori di testa harrypotteriana Camilla Persello, con la quale ho poi avuto il piacere di lavorare per questo giornale. Ora non vorrei tediare le vostre sicuramente rilassate giornate quasi estive spiattellandovi le riflessioni sulla vita di un 81enne a fine corsa liceale, ma ciò inevitabilmente accadrà per cui, in caso, andate oltre.
Quello che contraddistingue, per quanto ho potuto notare, il nostro liceo è la qualità delle relazioni fra di noi, con il personale ata, con le indispensabili (e talmente inseparabili da doversi considerare come un’unica entità) Rosy&Sabry e coi docenti. Tutti (o quasi), anche se in modo del tutto loro o celato, cercano davvero di mettere tanto di sé nella nostra formazione. Non sempre lo si nota facilmente e forse porta anche a risultati per lo meno discutibili: ci si ritrova, per esempio, a dividere il mondo in prima e dopo Palladio o a saper leggere qualsiasi body language. Ho imparato da tutti loro moltissimo, soprattutto al di fuori delle lezioni che forse mi vedevano troppo poco presente. Anche solamente in negativo: che cosa, cioè, evitare scientificamente di essere. Non credo sia utile ora perdermi in futili memorie, ciascuno sicuramente avrà un proprio interminabile bagaglio di aneddoti sui propri insegnanti. Ci tengo, invece, ad esortarvi a scoprire realmente le persone che avete davanti, spingendovi oltre la semplice maschera del ruolo che rivestono. Ne uscirete per lo meno divertiti. Certo, non con tutti è così semplice, ma forse per questo indispensabile. Sarebbero tantissimi i professori che vorrei e forse dovrei citare per il loro impegno nel lavoro con le classi o nel seguire qualche attività studentesca; mi limito a ringraziare affettuosamente il prof. Sciuto che, oltre ad accompagnare ormai da diversi anni la nostra redazione, è una di quelle persone che più si è aperta al dialogo, tanto da riuscire a mangiare solo mezza pizza in 3 ore.
Lo sappiamo bene, la nostra scuola non sarebbe la stessa senza l’insostituibile contributo portato dal personale ATA (che nome triste). Ognuno ha il proprio bidello del cuore e i miei 5 anni sono stati tutti accompagnati dalla presenza delle parole crociate di Umberto. Grazie per averci sopportato, tirato su il morale, contribuito a rendere questo un mondo e una scuola più puliti.
La cosa che più mi hanno dato questi 5 anni e di cui temo maggiormente la perdita ovviamente sono i compagni di questo splendido viaggio. Spesso solo in quinta (soprattutto in gita, durante la quale mi raccomando di non dimenticare l’indispensabile cavatappi) ci si rende effettivamente conto che l’aspetto realmente determinante e qualificante sono queste relazioni. Diciamolo, ogni tanto è molto più salutare una marina in buona compagnia a studiare all’outlet che alcune lezioni. Spesso non si sono create situazioni facilissime, usando un eufemismo, soprattutto nelle complicate relazioni nella classe. In qualche modo siamo sopravvissuti e in fondo almeno un po’ di bene ce ne vogliamo. Sarebbero moltissimi da citare, tanti dei quali non frequentano più il liceo e difficilmente leggeranno questo pezzo. Mi è impossibile però non ricordare Saverio, compagno di ritardi cronici (col quale ci si incontrava all’aiuola dell’attraversamento pedonale davanti al Marinelli alle 8.15 minimo), penna di punta di questo giornale e fra i primi presidianti di Libera; Elias, referente del Preludio lo scorso anno che con somma pazienza mi ha sopportato riuscendo a non cedere alle tentazioni della caffeina, e Ilaria&Iacopo, a nome di tutti i rappresentanti di buona volontà, per aver dato con leggerezza un plastico esempio di un impegno serio per il bene comune. Un grazie sentito va anche a Luca che ha dimostrato di possedere un autentico spirito marinelliano, nonostante i tre anni al Copernico ed ha saputo dicotomicamente coniugare l’ignoranza pervasiva, ma necessaria con un pensiero e un sentimento per il mondo non trascurabili. Non ci si può esimere dal fare un sentito “in bocca al lupo” alle due referenti che il prossimo anno saranno chiamate a cogliere nuove e determinanti sfide, prima fra tutte il finanziamento di questa testata. Grazie a Shani, che trova sempre il modo di avere del tempo fra le millecinquecentotrentesette attività che porta avanti con un sorriso e molto caffè, e a Silvia, che ha deciso di mettersi in gioco con comuni esseri umani pur non dimenticando gli amati cetacei.
Ci sarebbero ancora decine di persone e di attività da richiamare (dal magico MGC al gruppo scacchi o neuroscienze) ma lo spazio è poco e sto largamente abusando della vostra pazienza. Mi limito meramente a nominare quei folli de iMattiammazzo che ogni anno trovano il modo di regalarci emozioni infinite dietro ai tendaggi del Palamostre e sui palchi dei teatri friulani.
Infine, un pensiero va anche al nostro Dirigente per le sue escursioni occasionali nelle classi, per il suo interesse per le nostre attività studentesche e per il costante confronto dialettico di questi anni.
Godetevi questa scuola unica e un grande in bocca al lupo e altrettanta pazienza a noi maturandi che frequenteremo questo luogo ameno fino a luglio inoltrato.

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